Questo diario è il mio kif, il mio hashish, la mia pipa d'oppio. E' la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in rifrazioni e diffrazioni.
(Anais Nin)
-

La linea editoriale di questo blog sono io. Quindi, può variare spesso e anche volentieri.




venerdì 24 febbraio 2012

Di considerazione, comunicazione e cose così


Cellulari, sms, eventualmente ma abbastanza frequentemente - visto che lì dentro c'è tutto il mondo ormai - Facebook, email, messenger, telefono fisso. Escludendo l'ormai vetusto piccione viaggiatore adesso non ci sono davvero più scuse. 
Quando qualcuno non si fa sentire è perché non vuole, altroché "non ho potuto, non ho avuto tempo, il lavoro mi uccide, non ho acceso il computer" (anche quando con un computer, invece, ci lavora proprio). 
Quando, malgrado e nonostante mezzi e strumenti di comunicazione così numerosi, diffusi, alla portata di tutti che possono raggiungere qualcuno in ogni momento della sua giornata, e non è importante se poi quei messaggi, mail, sms verranno letti con qualche ora di "differita": la cosa davvero  importante è aver dimostrato che a una persona ci si tiene, non se ne usa nemmeno uno adducendo scuse per nulla originali e dunque risibili e incredibili significa che non c'è proprio l'interesse a farlo, nemmeno quello di  dimostrare col minimo sforzo che quella considerazione c'è davvero, e non per modo di dire.
Non so se l'ho mai scritto qui, nel qual caso lo ribadisco volentieri: detesto i raccontaballe di professione.
Io non dico mai bugie finalizzate alla presa per il culo; mentire è un fatto serio che andrebbe riservato a cose e situazioni serie, quando ci sono di mezzo cose importantissime da salvare, proteggere, e che una verità non necessaria, anzi  in certi casi assolutamente dannosa, potrebbe mettere in pericolo, e mi piacerebbe quindi  che neanche gli altri ne raccontassero a me. 








22 commenti:

  1. sicuramente i mezzi per comunicare sono tanti e in teoria c'è sempre la possibilità di farlo ma se una persona ti dice che "non può" per colpa di terzi (indipendentemente da chi siano costoro) tu che cosa pensi? Ci credi oppure sei portata a credere che manchi di volontà?

    RispondiElimina
  2. Generalmente sono portata a credere che mi stia raccontando una balla: volere è potere, non in tutto ma in molto di quello che si ha voglia davvero di fare.

    RispondiElimina
  3. Volere è potere, senza dubbio...le eccezioni esistono...ma credo che nonostante i progressi della tecnologia, la comunicazione a volte non sia proprio cosa semplice.

    Bel blog :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie...beh, non lo so. Poi bisogna vedere cosa s'intende per comunicare, perché se non si ha nulla di importante o di piacevole da dire allora significa che qualla considerazione di cui si parlava non è mai esistita...ma le cose basta dirle, non c'è problema..:-))

      Elimina
  4. ah io rispondo sempre.
    odio le telefonate ma sms ed email...anche quando guido e non si dovrebbe.
    il solo problema è che dove vivo io sono quasi isolato...poco campo per non dire zero e capita, soprattutto tra diversi operatori, che i miei sms non arrivino...
    ma non è colpa mia

    per le balle da raccontare, sono completamente d'accordo con te :-)

    RispondiElimina
  5. Dai, è assurdo che ci siano ancora persone che si giustificano dietro all'impossibilità di non aver potuto fare una cosa così semplice, il problema è che per certuni la giustificazione diventa un fatto così normale e consueto che non possono rinunciare mai di farne uso. Chi vuole, se lo vuole, fa cose incredibili per non far pesare un'assenza più del normale, del dovuto e del necessario...

    RispondiElimina
  6. beh le giustificazioni di cui parli servono a far capire se siamo al cospetto di un adulto/adulto o di un adulto/bambino :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e...c'entra un cazzo ma ho scoperto chi è Corrado Formigli che citavi ieri in una mia risposta... ^_^

      Elimina
  7. Purtroppo no: è un atteggiamento molto diffuso anche in persone che sanno dimostrare di avere una mente spesso brillante e un'intelligenza superiore...

    RispondiElimina
  8. mente brillante ed intelligenza non sempre sono indice di una persona adulta.
    lo vedo ogni giorno...mi trovo ad avere a che fare con laureati, manager...gente che ha anche fondato aziende che devono essere coccolati come bambini e se non gli dai la caramellina fanno gli offesi.

    ho lavorato in 7 posti diversi e la storia è la stessa...ma lo vedi anche te credo...siamo schiavi dell'approvazione altrui e questo indica essere bambini

    RispondiElimina
  9. Beh non troppo schiavi, se poi nei momenti e con le persone con cui si può dimostrare davvero quello che si è spesso si sceglie di farlo nel modo peggiore. In un posto di lavoro posso anche arrivare a capire un certo opportunismo che non condivido mai, ma nella vita, nelle relazioni personali no. Io non faccio cose perché penso che siano opportune ma perché le voglio fare: è diverso.

    RispondiElimina
  10. il problema di fondo è che tu sei così e vorresti che anche gli altri...
    anche nelle relazioni personali c'è molto opportunismo...e solo quando trovi qualcuno di davvero speciale puoi aspettarti un comportamento come quello che tieni tu.

    RispondiElimina
  11. Se per "tu sei così" intendi sempre schietta e sincera, sì. Lo sono pure troppo, fino a diventare fastidiosa, ecco perché mi piacerebbe che anche gli altri lo fossero con me. Con me non servono le scuse, basta dire semplicemente quello che accade e che - eventualmente - impedisce. Ma è così difficile? perché per me non lo è, per niente...

    RispondiElimina
  12. Cara scusa se vado OT, non ti avevo risposto sul mio blog in tempo, spero scuserai questa piccola maleducazione, non mi ero reso conto del tuo commento.

    Non posso che condividere quello che dici, trovo molto poco educato quando non si trova risposta all'attenzione altrui, come forma di rispetto, mentire su cose così spicciole ha poi l'aggravante di considerare l'altrui persona una boccalona incapace di avvertire una sciocchezza così lapalissiana.

    Un consiglio se posso, diglielo, senza essere caustica.

    Dopo il mio ritardo nella risposta sul mio blog posso permettermi di salire in cattedra? :-P Hehehehehehehee

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il rispetto: hai pronunciato la parola magica. Quando c'è, si vede e si sente..:-)

      Elimina
  13. Per come la vedo io, se parliamo di interesse, inteso come tenere ad una persona, cercare di far di tutto per essere sempre presente, usando una metafora "togliere anche le mosche dal naso", trovare scusa del cazzo come queste è proprio una vergogna... anzi... uno non si sognerebbe neanche di trovarle se tiene a qualcuno;
    Se invece questo tenere va inteso come, fino a quando vanno bene i miei cazzi ok, se non vanno bene fanculo ed ognuno per i fatti suoi... allora ok uno si arrampica sugli specchi dei soliti clique, cercando milioni di scuse.
    Come hai detto tu su un mio post: chi ha i denti non ha il pane ecc... ecc...

    "Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato." - Albert Einstein

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco: le scuse, hai centrato il punto, non le ho mai sopportate.Come non sopporto gli alibi patetici dietro i quali molti si nascondono per poter continuare a tenere i piedi in tutte le scarpe che vogliono.

      Elimina
  14. volere non sempre è potere... ma se non vuoi non puoi di certo...
    diciamo quindi che il successo di un rapporto con le altre persone è sempre condizionato al volerlo portare avanti....
    ma le garanzie non esistono. mai. e forse lì risiede il bello....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bad, non mi dire che il bello è non ricevere una telefonata quando te l'aspetti o sparire per due giorni o di più senza uno straccio di giustificazione valida: ma perché non può essere PIU' bello invece sapere di poter contare su una persona alla quale stiamo dando cose di noi? a me non convince e non convincerà mai 'sta favola che vivere appesi sia meglio che avere i piedi ben piantati a terra: so' pragmatica io, e per me domani significa esattamente fra 24 ore. Le persone non sono ipotesi, hanno testa, cuore, soffrono, si preoccupano, ma perché non si deve poter evitare l'evitabile?

      Elimina
  15. ma lo sai che a volte mi chiedo come facevano a campare i nostri avi così privi di mezzi telecomunicativi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dipende quanto indietro dobbiamo andare a cercarli, perché ogni epoca ha avuto le sue modalità comunicative; in ogni caso non penso si stesse poi tanto meglio senza le comodità che abbiamo oggi e non è nemmeno vero che l'incontro fisico e il parlarsi a voce favorisca sempre una buona comunicazione, e l'inventore del telefono cellulare - se credessi in dio - vorrei proprio che diventasse santo. Se usato per come va usato può salvarti anche la vita.

      Elimina